venerdì 28 gennaio 2011

IL GIOCO NELL'INFANZIA

I numerosi studi condotti sul gioco soprattutto negli ultimi 40 anni, hanno portato al riconoscimento del ruolo centrale che esso svolge nel processo di sviluppo infantile.
Per molto tempo,infatti,i teorici del behaviorismo o compostamentismo hanno sostenuto che il bambino può apprendere solo se stimolato da ricompense materiali.
Altri studiosi,tra cui Piaget, attraverso ricerche condotte direttamente sui bambini, si sono resi conto che il bambino nasce con una predisposizione naturale ad interagire con l'ambiente circostante.
 L'attività ludica è  la forma di espressione privilegiata dal bambino, lo strumento attraverso il quale si rapporta a se stesso, esplora il mondo circostante, ha la possibilità di ricombinare in maniera personale e creativa le informazioni, le indicazioni, i segnali che gli vengono dall'ambiente. Il gioco è quindi un'azione che il bambino compie intenzionalmente per inserirsi nella realtà che lo circonda e per manipolarla.
Fino ai due anni il bambino svolge i " giochi di esercizio " ossia schemi appresi in precedenza che vengono ripetuti più volte; questi gochi comprendono anche i movimenti del corpo (quali correre,saltare,gattonare ecc) che servono al bambino a sviluppare la concezione di se e del suo corpo all'interno dell'ambiente che lo circonda.E' nel giocare che il bambino sperimenta con successo la possibilità di intervenire attivamente sugli elementi che lo attorniano. Il gioco è un'attività gratificante poiché non è condizionato da pressioni interne o esterne e tende perciò solo al piacere e alla conferma di sé. Il gioco aiuta ad acquisire consapevolezza di sé a elaborare insomma un'identità sociale e personale.
La seconda infanzia è caratterizzata dal "gioco simbolico"  in cui il bambino ripete schemi appresi in precedenza applicandoli però a situazioni immaginare ( in questo modo un cucchiaio può diventare,per esempio,una bacchetta magica.)
Il gioco può avere inoltre una funzione terapeutica poichè attraverso la simbolizzazione il bambino può esprimere più facilmente le sue emozioni.
 Anche i piccoli dispiaceri vengono superati rivivendoli nel gioco: ad esempio le lacrime per il distacco dalla mamma spariscono quando una bambola prende il suo posto.

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